Mar 31 / RINASCIMENTO 4.0.

RINASCIMENTO 4.0

Oggi come allora i blocchi vengono staccati dalla montagna e vengono portati a valle lungo le strade che si intersecano tra i sentieri delle Alpi Apuane, attraversano i bacini marmiferi di Carrara creando dei percorsi a zig-zag.
Dal porto i blocchi vengono caricati nei containers e fatti salpare in direzione “mondo”.
Perché è questo il destino del marmo, dall’epoca dei romani, passando dal fiorente Rinascimento, attraverso il Barocco di Bernini e il Neoclassicismo di Canova il marmo continua ad affascinare artisti ed architetti di tutto il mondo: Adolfo Wildt, Jean Arp, e Arturo Martini, Henry Moore, Pietro Tacca, Carlo Finelli e tantissimi altri fino a ricoprire la lobby Twin Tower in America e la facciata del World Trade Center.
l marmo delle cave di Carrara, lo stesso utilizzato da Michelangelo per scolpire il David, la materia che ha dato splendore a monumenti e palazzi romani, che ha contribuito alla costruzione della Firenze signorile e che ha incantato le grandi monarchie europee del passato, è tornato ad essere un materiale privilegiato anche nell’arte contemporanea.
Quell’arte provocatoria che, fino ad alcuni anni fa, il largo pubblico e il senso comune spesso faticavano a comprendere. La scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan installata nel 2012 di fronte alla Borsa di Piazza Affari a Milano, la scultura Pietas di Jan Fabre esposta in contemporanea alla 54^ edizione della Biennale d’arte di Venezia del 2011, l’installazione nei giardini della Reggia di Venaria Reale di Giuseppe Penone, le sculture “2×2”di Antony Gormley e le “Orchis” di Zaha Hadid, i busti pop di Francesco Vezzoli, le riletture delle opere classiche di Barry X Ball.
La lista degli artisti contemporanei che hanno ritrovato fonte di ispirazione nel marmo è lunga e abbraccia stili completamente diversi: dal busto di Jeff Koons, intitolato “Jeff and Ilona” del 1991, alla scultura di tema religioso e scientifico allo stesso tempo intitolata “The Anatomy of an Angel”(2008) di Damien Hirst, passando per le sculture di Marc Quinn raffiguranti la modella Kate Moss in posizioni yoga molto controverse, oppure “Marble Stroller” del cinese Ai Weiwei installata in un giardino con fili d’erba anch’essi in marmo alla Royal Academy of Arts di Londra. Anche Anish Kapoor, dopo la lucentezza delle sue opere in alluminio, decide di trovare la stessa lucida forza nel marmo e nelle pietre per creare le sue monumentali opere, l’americano Paul McCarthy, in controtendenza rispetto alle sue opere precedenti, per la prima volta scopre il materiale lapideo a Carrara e decide di realizzare White Snow, Bambi nel 2013.
Una sorta di Rinascimento 4.0, una “riscoperta” del marmo come materiale prezioso nell’arte contemporanea , ritorno reso possibile anche grazie alle nuove tecnologie: robot antropomorfi che aiutano la sgrossatura per la realizzazione di opere dalle forme complesse.

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